Campagne di scavo recenti

La campagna di scavo del 2014

Il 5 maggio del 2014 è ripresa la campagna di scavo a Mont’e Prama nell’ambito di un protocollo di intesa tra la Soprintendenza archeologica, le Università di Cagliari e Sassari, la Casa circondariale di Oristano-Massama, il Comune di Cabras e il Consorzio Uno per l’Università a Oristano.

Sotto la direzione di Gaetano Ranieri, sono state effettuate indagini geofisiche con il georadar: il sottosuolo è stato esaminato da sedici angolazioni diverse, il che ha permesso di osservare le anomalie del terreno. Sono stati analizzati complessivamente 76.660 metri quadrati. In base alle anomalie geofisiche principali e alle analisi sulle foto aeree e satellitari si sono effettuati saggi di scavo in tre quadrati della parte più orientale dell’area, senza tuttavia rinvenire elementi a conferma delle anomalie individuate. Quindi gli scavi si sono nuovamente concentrati sulla necropoli, a sud delle porzioni indagate da Bedini e Tronchetti.

L’area archeologica interessata dagli scavi del 2014 a sud delle porzioni indagate da Bedini e Tronchetti

I dati più rilevanti sono stati acquisiti nei quadrati dislocati immediatamente a sud del sepolcreto meridionale scavato da Carlo Tronchetti nel 1979. Considerazioni archeologiche suggerivano, infatti, il proseguimento della successione delle tombe e della discarica di frammenti scultorei.
Gli scavi hanno documentato una fascia di otto tombe, disposte su tre filari irregolari, a pozzetto semplice, con tumuletto di pietre, destinate alla deposizione singola di individui inumati in posizione rannicchiata che, a giudicare dalle ceramiche riferibili almeno al decimo secolo avanti Cristo, sembrano costituire la prima sistemazione funeraria del sito.
Oltre a queste tombe a pozzetto semplice, sono state ritrovate anche otto tombe allineate con lastra quadrata.

Il rinvenimento più eclatante degli scavi del 2014 è stato il recupero di due statue di pugilatori la cui iconografia era fino a quel momento assente nel repertorio delle rappresentazioni antropomorfe di Mont’e Prama. Gli esemplari si avvicinano all’iconografia del famoso bronzetto nuragico di Cavalupo di Vulci del nono secolo avanti Cristo.

Il ritrovamento di due particolari statue di pugilatore durante gli scavi Ranieri del 2014.
Vista ravvicinata della statua di uno dei due pugilatori ritrovato durante gli scavi Ranieri del 2014.
Primo piano della testa della statua di uno dei due pugilatori ritrovato durante gli scavi Ranieri del 2014.
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La campagna di scavo del 2015-2016

Infine, nel mese di maggio 2015, la Soprintendenza ha avviato una nuova campagna di scavo diretta da Alessandro Usai con la collaborazione di Antonio Vacca, Franco Campus e Silvia Vidili.

Tale campagna, che si è conclusa nel dicembre del 2016, ha raggiunto il primo obiettivo «consistente nel recupero e ripristino di tutta la lunga trincea aperta tra il 1975 e il 1979, che era stata ricolmata negli anni 80 con terreno di riporto.

L’area archeologica il 12 ottobre del 2015

La vecchia trincea è stata raccordata con quella del 2014; in tal modo il complesso funerario attraversa interamente il terreno di proprietà della Confraternita del Santo Rosario da Sud-sud-ovest a Nord-nord-est per una lunghezza complessiva di circa 70 metri. Lo scavo della necropoli Bedini è stato ampliato e approfondito, consentendo l’individuazione di almeno 22 nuove tombe, metà delle quali pertinenti ad un tipo intermedio con pozzetto parzialmente costruito in pietrame e con lastra di copertura di varia forma.

Vista della trincea Tronchetti da nord dopo la ricomposizione delle lastre di copertura delle tombe

Altre probabili tombe a pozzetto semplice sono state rinvenute nella fascia a Est della necropoli Tronchetti. Nella “strada”, a Ovest della necropoli Bedini, lo scavo ha rivelato un ulteriore breve tratto della discarica dei frammenti scultorei, che non era stato toccato né da Bedini né da Tronchetti. Ancora una volta, nessun elemento in situ ha chiarito la disposizione originaria delle sculture.

È stata inoltre avviata l’indagine della fascia a Ovest della necropoli, alle pendici del colle di Mont’e Prama; in particolare è stato completato lo scavo della grande struttura circolare nuragica e di un piccolo edificio nuragico adiacente.

L’edificio A visto da sud
L’edificio B visto da ovest

Quindi gli attuali programmi d’indagine mirano non a trovare altre sculture, ma ad ampliare finalmente l’area di scavo per chiarire l’organizzazione del luogo e interpretarne le vicende attraverso il lungo arco di tempo che va dall’impianto della necropoli alla formazione del complesso scultoreo, fino alla sua distruzione. Si tenterà di proporre ipotesi attendibili, ancorché sempre da verificare e precisare, sul rapporto tra le sculture e la necropoli e sull’esistenza del supposto tempio o santuario e di altri spazi o edifici con diverse funzioni» (Usai 2015, p. 87).

Per maggior informazioni sugli scavi recenti si rimanda a:
Usai-Zucca 2015, pp. 53-64; Usai 2015a; Usai 2015b; Bernardini 2016.

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