
PROGRAMMA
quarta edizione
sabato 21 giugno
ore 20:30 – Cabras, Museo civico G. Marongiu
Oltre 300 appassionati per l’anteprima del Festival Letterario dell’Archeologia: Paolo Mieli e Massimo Franco protagonisti del talk “Giornalismo. La storia del presente” in un dialogo con Gaia Tortora e Anthony Muroni
Una serata intensa e partecipata ha animato gli spazi verdi del Museo Civico G. Marongiu a Cabras, con un talk di grande spessore dal titolo “Giornalismo. La storia del presente”, anteprima del Festival Letterario dell’Archeologia promosso dalla Fondazione Mont’e Prama nell’ambito di un programma estivo ricco di eventi. Di fronte a un pubblico di oltre 300 persone, i giornalisti Paolo Mieli e Massimo Franco hanno dialogato con Gaia Tortora e Anthony Muroni, offrendo una riflessione stimolante sulle sfide dell’informazione contemporanea.
La stretta attualità della politica nazionale e internazionale si è intrecciata, inevitabilmente, attraverso le esperienze e i punti di vista dei protagonisti, con le grandi vicende che hanno segnato la storia dell’Europa e dell’Italia, dalla fine della seconda guerra mondiale con il crollo della Germania nazista e la nascita dei blocchi contrapposti in un mondo caratterizzato dalla guerra fredda alle grandi vicende di casa nostra: Mani Pulite, il caso Craxi con l’esilio ad Hammamet, l’avvento di Berlusconi e il suo declino, i contrastati rapporti tra politica e magistratura, fino ai giorni nostri con due donne che, per la prima volta nella storia d’Italia, animano il panorama politico nazionale: la premier Giorgia Meloni e la leader dell’opposizione Elly Schlein.
Il dibattito ha toccato il cuore del mestiere giornalistico: rigore scientifico, indipendenza, verifica puntuale delle fonti e, soprattutto, la disponibilità a mettere in discussione ogni certezza per contrastare la disinformazione. È emerso come la professione di cronista richieda un equilibrio quotidiano tra memoria e attualità, tra l’esercizio del dubbio e il rispetto della verità storica. Nel corso della serata, i due volumi presentati dagli autori hanno arricchito questi ragionamenti.
In Fiamme dal passato. Dalle braci del Novecento alle guerre di oggi (Rizzoli), Mieli esplora i fili invisibili che collegano i totalitarismi del Novecento – nazismo, fascismo, comunismo – alle guerre attuali, da Kiev a Gaza. Con uno stile che definisce “in presa diretta”, il libro invita a confrontarsi con le eredità oscure della storia, dando conto delle dinamiche che ancora oggi infiammano i conflitti.
Parallelamente, Il fantasma di Hammamet di Massimo Franco riprende in mano gli sviluppi e gli scontri politico-giudiziari legati alla parabola di Bettino Craxi. Rileggere la latitanza tunisina e la dissoluzione del PSI significa porre di nuovo al centro la relazione tra politica e magistratura, in un’Italia dove le ombre del passato restano vive. La nuova edizione amplia il ritratto di un leader controverso e mette in luce come la storia politica italiana continui a interrogarsi su sé stessa.
Ne è nato un quadro unitario: la memoria storica come strumento di chiarezza sul presente, e il giornalismo come vocazione a informare con onestà, anche quando ci si confronta con narrazioni complesse o scomode. Ritornano così concetti fondamentali: il dovere del cronista di rifuggire la partigianeria ideologica e offrire al lettore gli strumenti per orientarsi nel mare spesso insidioso dell’informazione. Il buon giornalismo, pur con le sue imperfezioni, resta un punto di riferimento indispensabile per orientarsi nel mare di notizie false che affollano i social e avvelenano il dibattito pubblico. In un Paese in cui sempre più cittadini scelgono di non partecipare alla vita politica e sociale – come dimostra il crescente astensionismo e il numero preoccupante di persone che disertano le urne – un’informazione credibile e responsabile è uno degli ultimi argini contro la disgregazione democratica.
L’anteprima conferma così la vocazione del Festival Letterario dell’Archeologia: un luogo dove le parole, le storie e le memorie si incontrano per dare senso e profondità al nostro tempo.
martedì 8 luglio
ore 20:30 – Cabras, Peschiera Mar’e Pontis
Storia, Politica e Giornalismo inaugurano il Festival Letterario alla Peschiera di Cabras
Il maestrale ha portato sollievo nella prima serata del Festival Letterario dell’Archeologia, regalando un respiro limpido al pubblico accorso numeroso nella nuova cornice scelta dalla Fondazione Mont’e Prama per questa quarta edizione: la Peschiera di Mar’e Pontis a Cabras. Un luogo inedito, immerso nella storia, che ha accolto parole, pensieri, musica e riflessioni in un appuntamento denso di voci e memorie.
A inaugurare la serata, condotta da Laura Fois, il Collettivo Giulia Giornaliste con la presentazione del volume autoprodotto La verità. Simona Scioni, Daniela Pinna e Susi Ronchi hanno portato sul palco un messaggio forte e chiaro: «Dobbiamo tornare ad ancorarci alla verità sostanziale dei fatti, in un’epoca che sembra smarrirne il senso», ha detto Ronchi. «Scardinare abitudini e stereotipi, a cominciare dal linguaggio», ha aggiunto Scioni, con una riflessione lucida sull’epoca della post-verità e sul ruolo del giornalismo.
Poi il racconto personale, intimo e politico di Stefania Craxi, che ha presentato All’ombra della storia (Piemme), un memoir che attraversa decenni di storia italiana: «La politica nella mia famiglia è sempre stata una presenza costante. Anche i compleanni o le domeniche erano occasioni di confronto politico. Mio padre mi ha insegnato la libertà, e a tenere lo sguardo lungo».
Miguel Gotor, intervistato da Emiliano Deiana, ha portato il pubblico, con un intervento rigoroso, negli anni raccontati nel suo Generazione Settanta (Einaudi): il decennio più lungo del Novecento, tra speranze e tensioni, protagonismo giovanile e conflitti irrisolti, sogni collettivi e inquietudini che ancora oggi parlano all’attualità.
In chiusura, Aldo Cazzullo ha presentato Craxi. L’ultimo vero politico (Rizzoli), in dialogo con il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni. «Cabras è la città di Michela Murgia – ha detto Cazzullo – ed essere qui, oggi, ha un significato speciale. La sua intervista al Corriere è stata tra le più lette di sempre, e la sua idea di Sardegna, severa e alta, ci accompagna ancora». Cazzullo ha tratteggiato un ritratto lucido e documentato di Bettino Craxi, venticinque anni dopo la sua morte: «L’ultimo statista dotato di visione, capace di grandezza, ma anche oggetto di un attacco feroce». Muroni ha sottolineato il senso profondo dell’iniziativa: «Raccontare avvenimenti è il nostro mestiere. Come cronisti abbiamo il privilegio di confrontarci quotidianamente con il contemporaneo, contribuendo a farlo diventare un po’ storia».
A chiudere la serata, la musica: l’energia corale dei Tenores di Neoneli e l’intensità dell’Orchestra Popolare Sarda, con il progetto musicale Omines Ammentos, ha regalato un finale potente, costruito sulla memoria e sulle radici sonore dell’Isola.
mercoledì 9 luglio
ore 20:30 – Cabras, Peschiera Mar’e Pontis
L’eredità di Sergio Atzeni protagonista della seconda serata del Festival Letterario dell’Archeologia
Una serata dedicata alla memoria viva di Sergio Atzeni, alla sua eredità letteraria e alla forza della narrativa contemporanea sarda. È stato questo il cuore della seconda giornata del Festival Letterario dell’Archeologia, andata in scena ieri alla Peschiera di Mar’e Pontis, tra laguna e vento di maestrale. Dopo l’apertura dedicata alla politica e alla memoria civile, il nuovo appuntamento della rassegna organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama ha riunito scrittrici e scrittori isolani in un dialogo appassionato sull’attualità di Atzeni e sulla letteratura sarda oggi.
A condurre la serata è stato Andrea Frailis, che ha aperto ricordando come «Atzeni, oggi noto per i suoi romanzi, le sue poesie, le traduzioni e il giornalismo, rappresenti un vero spartiacque nel panorama letterario sardo: esiste un prima e un dopo Sergio Atzeni». Ha quindi introdotto il talk “L’eredità viva di Sergio Atzeni” con Rossana Copez, che ha condiviso un ritratto personale dell’autore, ricordandolo prima ancora che diventasse “il Sergio” conosciuto da tutti. «La sua eredità – ha affermato Copez – non è qualcosa di fermo, ma un’eredità in movimento: offre scenari sempre nuovi per continuare a rappresentare la realtà, la tradizione e la mitologia sarda attraverso linguaggi diversi».
Il confronto ha visto protagonisti Giovanni Follesa, Francesca Spanu, Massimo Granchi, Ilenia Zedda, Cristina Caboni e Giampaolo Cassitta, autori e autrici che, partendo dai propri lavori, hanno riflettuto sul modo in cui Atzeni ha influenzato la loro scrittura. Follesa ha ricordato l’impatto di Atzeni sui suoi studi universitari: «Fu inserito tra i grandi della letteratura italiana, oltrepassando gli argini della letteratura sarda e innovando lo stile». Spanu ha evidenziato come Atzeni abbia reso il romanzo accessibile a tutte e tutti, «rompendo gli schemi e rendendo il linguaggio una porta aperta». Granchi lo ha definito una “Nouvelle Vague”, in grado di superare la visione classica della letteratura isolana e di restituire centralità alla città e alle sue periferie, agli ultimi e ai semplici. Per Zedda, «è forse l’unico autore sardo che riesce a parlare ai millennial con uno sguardo davvero nuovo». Cristina Caboni ha sottolineato come Passavamo sulla terra leggeri offra «un monito, uno spunto per una nuova coscienza ambientale». Cassitta ha raccontato di aver scoperto Atzeni grazie ai detenuti dell’Asinara: «In Bellas Mariposas ho riconosciuto un mondo che nessuno aveva mai raccontato in quel modo».
La seconda parte della serata è stata dedicata a una produzione originale: un reading teatrale con Tullio Solenghi ed Elena Pau, sulle musiche del maestro Alessandro Nidi, con testi tratti da Passavamo sulla terra leggeri e da alcune poesie di Versus, adattati da Rossana Copez. Lo spettacolo, molto coinvolgente e applaudito, ha saputo emozionare il pubblico grazie all’intensità della narrazione e alla qualità della proposta artistica, capace di restituire tutta la profondità del pensiero e della scrittura di Atzeni.
giovedì 10 luglio
ore 20:30 – Cabras, Peschiera Mar’e Pontis
La vita in tutte le sue forme: emozioni, sorrisi e musica nella terza serata del Festival
Dalla poesia del mare alle risate amare della vita, passando per la forza del racconto e l’intimità del ricordo. Si è svolta ieri la terza serata del Festival Letterario dell’Archeologia, organizzato dalla Fondazione Mont’e Prama nella cornice della Peschiera di Mar’e Pontis. Un appuntamento dedicato al tema della vita in tutte le sue sfumature, tra musica, testimonianze, ironia e introspezione.
A introdurre gli incontri in cartellone è stata Virginia Saba, giornalista e scrittrice, che ha anticipato il filo conduttore degli incontri: «Questa sera parleremo di vita intensa». In apertura, come prima voce della serata, Franca Masu, una delle interpreti più raffinate della scena musicale isolana. La cantante algherese, accompagnata da Luca Falomi alla chitarra e Salvatore Maiore al violoncello, ha presentato lo spettacolo musicale “Amor i Mar”, un viaggio tra il canto e la poesia, sospeso tra le onde del mare e le parole, con un omaggio alla grande poetessa argentina Alfonsina Storni. Una performance emozionante, che ha saputo intrecciare suoni, immagini e sensibilità mediterranee.
Lo spazio letterario si è aperto con Anna Cherubini e Giada Di Berardino, autrici di Frollino, il mio bambino magico (Mondadori), un libro intimo e delicato, dedicato alla disabilità e alla forza dell’amore materno. Un racconto che ha emozionato il pubblico, affrontando con dolcezza e coraggio una tematica ancora poco esplorata.
A seguire, Alessandro Bencivenni, tra i più noti sceneggiatori italiani, ha dialogato con Andrea Fulgheri sul romanzo Quei giorni in Provenza (Linea Edizioni), scritto insieme alla moglie Patrizia Busacca, scomparsa alcuni anni fa. «È una storia comica e drammatica – ha detto l’autore – come la vita stessa. Il mio obiettivo era commuovere e far sorridere, perché è questo che fa la commedia italiana: unire dramma e leggerezza, dolore e amore, riflessione e sorriso».
La serata è proseguita con il linguaggio tagliente e satirico di Federico Palmaroli, noto al grande pubblico come l’autore delle celebri vignette di Le più belle frasi di Osho. Presentando Nun fate caso ar disordine (Rizzoli), ha divertito e fatto riflettere con il suo sguardo ironico e irriverente sull’attualità e sui vizi italiani e internazionali. L’umorismo, ha ricordato, «è una chiave d’accesso potente per entrare nelle contraddizioni della società».
A chiudere la serata, Alberto Matano, volto del servizio pubblico e autore di Vitamia (Mondadori), che ha dialogato con Giovanni Follesa in un incontro intimo e sincero. Il giornalista e conduttore ha raccontato la sua esperienza personale e professionale, tra ricordi familiari, momenti difficili e la consapevolezza del ruolo che ha oggi l’informazione nel tessuto sociale. Un racconto di sé stesso che è anche uno sguardo sull’Italia e sul nostro tempo.
venerdì 11 luglio
ore 20:30 – Cabras, Peschiera Mar’e Pontis
L’ultima giornata si conclude con un omaggio alla natura e il suono delle launeddas
Si è chiusa nella cornice della Peschiera Mar’e Pontis, l’edizione 2025 del Festival Letterario dell’Archeologia, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama. L’ultima giornata si è aperta, nel primissimo pomeriggio, con un toccante omaggio a Helmar Schenk, naturalista e ambientalista tedesco che ha dedicato la sua vita alla tutela del patrimonio naturale della Sardegna. L’incontro ha contribuito a ricostruire il profilo umano e professionale di Schenk, punto di riferimento per la cultura ecologista dell’isola.
La serata ha lasciato spazio alla narrativa contemporanea, con tre momenti letterari di grande intensità. Nei suoi saluti iniziali, il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, ha reso omaggio, di fronte a un pubblico numeroso, alla figura di Goffredo Fofi, uno dei più grandi intellettuali italiani, scomparso proprio nella giornata di ieri all’età di 88 anni: “Oggi è una giornata triste per la cultura italiana, è morto un grande intellettuale. Per la letteratura della Sardegna è stato importantissimo, ha dato la forza di proporre figure come Giulio Angioni e Sergio Atzeni, ad esempio, su palcoscenici nazionali e internazionali. Un uomo complesso e completo, – ha concluso il presidente – che spaziava dalla critica letteraria a quella cinematografica e che ha avuto la generosità di mettere a disposizione degli altri la propria vivacità intellettuale, anche in anche in modo polemico, mai banale, lasciando sempre il segno”.
Il direttore artistico del Festival, Giovanni Follesa, ha espresso apprezzamento per il successo di un Festival che si conferma un appuntamento di primo piano nel panorama culturale regionale e nazionale. Una rassegna capace senza dubbio di intrecciare saperi antichi e sensibilità contemporanee, valorizzando il territorio attraverso la parola, la memoria e l’incontro tra discipline.
Ha aperto Piergiorgio Pulixi con La donna nel pozzo (Feltrinelli), un romanzo ispirato al caso di Gisella Orrù, la ragazza brutalmente uccisa a Carbonia nel 1989, che intreccia thriller, noir e riflessione sul potere della scrittura. L’autore ha dialogato con Francesca Spanu, approfondendo i temi della colpa, dell’identità e dei segreti sepolti nel quotidiano, partendo dal personaggio di Cristina Mandas, una donna dalla vita apparentemente ordinaria che nasconde un passato oscuro legato a un misterioso delitto sardo. L’indagine, condotta da due personaggi particolari, Lorenzo Roccaforte e Ermes Calvino, porta alla luce segreti e dinamiche sociali complesse.
È seguito l’intervento di Angelo Mellone, autore di Nelle migliori famiglie (Mondadori), in conversazione con la giornalista Virginia Saba. Al centro, il racconto intimo e drammatico di una famiglia travolta da un lutto e costretta a fare i conti con le proprie fragilità in una lunga notte di Natale. Un romanzo che riflette sul legame tra affetti e aspirazioni personali, ambientato tra le vette di Cortina e le contraddizioni della Roma contemporanea.
Gran finale con il reading di Francesco Piccolo, tratto dal suo ultimo libro Son qui: m’ammazzi (Einaudi), riflessione critica e personale sull’immaginario maschile nella letteratura italiana. Un saggio che ha acceso il dibattito tra pubblico e critica, offrendo un’analisi acuta e ironica sui modelli di mascolinità forgiati dai grandi classici, da I promessi sposi al Gattopardo. Nella serata di Cabras, l’autore e sceneggiatore, tra i più apprezzati di Cabras, si è soffermato sulla figura di Zeno Cosini, protagonista del capolavoro La coscienza di Zeno di Italo Svevo, un racconto ironico e feroce su un uomo in conflitto con sé stesso e con il mondo. Il reading ha esplorato i temi della psiche umana, dell’inettitudine, del rapporto con il vizio dell’amore, attraverso l’autoanalisi di Zeno.
A chiudere la serata, le note senza tempo delle launeddas del Sinis, che hanno salutato il pubblico del festival con un concerto evocativo, in equilibrio tra tradizione e sperimentazione
attività collaterali
Cabras, Peschiera Mar’e Pontis
- 9 luglio, ore 18.30 – Escape Room archeo-letteraria – Caccia al tesoro per famiglie, a cura di Lost Room Cagliari.
- 10 e 11 luglio – Laboratori di lettura teatralizzata (bambini da 5 a 11 anni) a cura dell’Accademia d’Arte di Cagliari con Andrea Fulgheri e Laura Fortuna
- dall’8 all’11 luglio – Area Bimbi – attività ricreative e giochi per bambini
- dal 9 all’11 luglio – Alla scoperta della storica Peschiera di Mar’e Pontis. Visita guidata e educazione ambientale – 20 persone a turno (1° turno ore 9.30-11 / 2° turno ore 11-12.30)
- Venerdì 11 luglio, ore 17.30 – Sala conferenze della Peschiera Mar’e Pontis – “Omaggio a Helmar Schenk: Una vita per la Natura”
- coordinamento del giornalista Lello Caravano, saluti di Andrea Abis e Giuliano Cossu, presentazione di Vincenzo Tiana
- Interventi di Mauro Aresu, Alberto Fozzi, Bruno Massa, Toni Torre, Fiammetta Berlinguer, Attilio Mastino.
Durante tutto il periodo del Festival sono previste visite guidate gratuite al Sito Archeologico di Mont’e Prama.
mattina: 9.15 – 10.30 – 11.45
pomeriggio: 16.00 – 17.15 – 18.30
Prenotazione obbligatoria al n. +39 379 170 0454
festival letterario OFF
ore 20:30 – San Giovanni di Sinis, Cabras
29 luglio – San Giovanni di Sinis, Cabras – ore 20.30
Reading spettacolo con musica dal vivo – Piccolo trattato di Ossessioni di Laura Fortuna con Ivana Busu.
30 luglio – San Giovanni di Sinis, Cabras – ore 20.30
Daniele Congiu – Erano gli anni. Reading con Michela Atzeni.











