
PROGRAMMA
terza edizione
sabato 28 giugno
Area archeologica di Tharros, Cabras
Ovazione del pubblico per il primo concerto “Morricone dirige Morricone” al Teatro di Tharros
Un’ovazione del pubblico ha salutato la prima delle due serate di “Morricone dirige Morricone – La grande musica per il cinema in versione originale” che si è tenuta ieri sera al Teatro dell’antica città di Tharros. L’evento ha registrato il tutto esaurito, confermando la grande attesa per un appuntamento musicale che ha trasformato il sito archeologico in un palcoscenico di rara suggestione.
La magica cornice di Tharros ha amplificato l’incanto di una serata indimenticabile. L’Orchestra Roma Sinfonietta, diretta magistralmente dal Maestro Daniele Morricone, ha regalato al pubblico un’esecuzione sublime delle più celebri colonne sonore del padre Ennio. Le note, che hanno reso indimenticabili a livello mondiale film come Gli Intoccabili, C’era una volta il West, Nuovo Cinema Paradiso, C’era una volta in America, Mission e Giù la testa, giusto per citarne alcuni, hanno risuonato tra la vestigia dell’antica città, creando un’atmosfera di profonda emozione e coinvolgimento.
L’esibizione, caratterizzata da una conduzione vigorosa e potente da parte del maestro Morricone, ha trasportato gli spettatori in un viaggio sonoro attraverso i capolavori che hanno segnato la storia del cinema. La partecipazione del Coro “G.P. da Palestrina” di Cabras ha ulteriormente arricchito la performance, tessendo un connubio potente tra musica, coralità e il paesaggio archeologico circostante.
Il successo della prima serata celebra non solo il genio intramontabile di Ennio Morricone, ma sottolinea anche la capacità del patrimonio culturale sardo di ospitare eventi di caratura internazionale, fondendo arte e storia in un’esperienza unica e irripetibile.
La rassegna prosegue questa sera con un secondo concerto che si preannuncia altrettanto memorabile, confermando, come ha sottolineato il presidente della Fondazione Mont’e Prama Antony Muroni nei suoi saluti iniziali, il sito archeologico di Tharros e la penisola del Sinis “come polo d’attrazione culturale e musicale dell’estate sarda, un luogo magico per la storia, il paesaggio e l’ambiente, capace di suscitare in tutti gli artisti che qui si esibiscono forti emozioni e un sentimento di grande apprezzamento”.
L’evento, organizzato dalla Fondazione Mont’e Prama, è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna – Programma di Coesione Italia 21–27, del Comune di Cabras, e con il supporto di Associazione Enti Locali, GAL Sinis e Società Cooperativa Penisola del Sinis.
domenica 29 giugno
Area archeologica di Tharros, Cabras
Doppia standing ovation e applausi prolungati al teatro di Tharros
È cominciata con le note solenni de Gli Intoccabili e si è chiusa con la maestosità di On Earth as it is in Heaven, la seconda serata di “Morricone dirige Morricone. La grande musica per il cinema in versione originale”, che ieri ha nuovamente incantato il pubblico del Teatro di Tharros, a San Giovanni di Sinis. Un’esperienza immersiva che ha confermato la straordinaria potenza evocativa della musica di Ennio Morricone, interpretata con eleganza e forza dal Maestro Andrea Morricone, sul podio dell’Orchestra Roma Sinfonietta.
Anche il secondo appuntamento ha registrato il tutto esaurito, a conferma del successo della rassegna promossa dalla Fondazione Mont’e Prama, capace di coniugare musica e patrimonio culturale in un’unica e indimenticabile narrazione.
Il programma ha rappresentato un percorso magistrale attraverso alcune delle più amate composizioni del Maestro Morricone. Dalla potenza della Suite Leone — con L’uomo dell’armonica, Il buono, il brutto, il cattivo, Giù la testa e L’estasi dell’oro — alla delicatezza dei Tre Adagi per violino e orchestra (La Califfa, Addio Monti, L’amore sospeso), passando per classici come Sostiene Pereira, Nuovo Cinema Paradiso, Il Clan dei Siciliani e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. L’oboe di Antonio Verdone, il violino di Marco Fiorini, il pianoforte di Antonello Maio e l’armonica di Luigi Mattacchione hanno dato corpo e anima a partiture che il pubblico ha riconosciuto e applaudito con emozione.
Non meno significativa la partecipazione del Coro Giovanni Pierluigi da Palestrina di Cabras, che ha impreziosito le sequenze corali della Suite Mission, con un’esecuzione intensa e misurata, in perfetta sintonia con l’atmosfera suggestiva del tramonto e la solennità del contesto archeologico.
Alla conclusione del concerto, il pubblico ha tributato una doppia standing ovation, calorosa e convinta, a testimonianza dell’emozione collettiva vissuta tra le vestigia dell’antica città. In risposta, il Maestro Andrea Morricone ha concesso due bis d’eccezione: una nuova esecuzione de L’estasi dell’oro (dalla Suite Leone, tratta dal film Il buono, il brutto, il cattivo) e il celebre brano Here’s to You, composto da Ennio Morricone e Joan Baez per il film Sacco e Vanzetti, accolto dal pubblico con un silenzio carico di significato e poi da un lungo applauso.
La cornice di Tharros, ancora una volta, si è rivelata palcoscenico ideal per accogliere un evento di respiro internazionale, capace di trasformare la cultura in esperienza viva e condivisa. Una prova ulteriore di come la Penisola del Sinis possa essere teatro di bellezza, storia e grande musica, anche grazie all’impegno della Fondazione Mont’e Prama, come confermato dalla soddisfazione del presidente Anthony Muroni «le due serate, per me, sono state tra le più intense e significative da quando ho l’onore di presiedere la Fondazione Mont’e Prama. Raramente mi è capitato di concludere delle giornate con un senso così profondo di soddisfazione e felicità».
L’evento è stato realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna – Programma di Coesione Italia 21–27, del Comune di Cabras, e con il supporto di Associazione Enti Locali, GAL Sinis e Società Cooperativa Penisola del Sinis.
martedì 1 luglio
Area archeologica di Mont’e Prama, Cabras
Christian Greco e Piero Marras protagonisti a Mont’e Prama
Davanti ad un pubblico attento e numeroso – oltre 500 le presenze registrate nell’area archeologica di Mont’e Prama – si è svolto ieri uno degli appuntamenti più attesi dell’estate culturale del Sinis, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama. Protagonisti della serata: Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, e il cantautore Piero Marras, in un dialogo a distanza tra parola e musica capace di unire riflessione e bellezza.
«Lavorare sul patrimonio culturale non significa solamente raccontare il passato, ma progettare il futuro. Celebrare i 200 anni del Museo Egizio vuol dire porre la ricerca al centro, trovare nuove modalità per mettere in relazione gli oggetti con il loro paesaggio, partire dallo studio degli archivi. Ancora oggi, l’unica risposta che il Museo ha per affrontare le sfide del futuro è la ricerca». Con queste parole, Christian Greco ha voluto segnare – proprio da Mont’e Prama – il primo giorno del suo nuovo mandato alla guida del museo torinese, sottolineando l’importanza di un approccio innovativo e partecipativo alla conoscenza.
Nel dialogo condotto da Anthony Muroni, Presidente della Fondazione Mont’e Prama, Greco ha elogiato il lavoro svolto nel Sinis: «State riuscendo a vincere la sfida. Questo è uno dei miei luoghi del cuore, per come si è conservato il passaggio. Il paesaggio qui è un palinsesto, una scenografia in cui l’intervento umano dialoga in maniera armoniosa con l’ambiente. Il Parco archeologico della Penisola del Sinis ha tutte le caratteristiche per diventare un laboratorio permanente di conoscenza, un luogo di formazione per le nuove generazioni, dove leggere il territorio attraverso la storia dei suoi insediamenti e comprendere il legame profondo tra paesaggio e archeologia. Riportare i reperti di Tharros dal British Museum è un risultato straordinario».
Muroni ha ricordato come proprio il primo luglio di quattro anni fa nasceva la Fondazione Mont’e Prama: «Viviamo un tempo stimolante, nel quale le nuove tecnologie ci permettono di raggiungere un pubblico sempre più ampio. I 200 anni del Museo Egizio rappresentano per noi una fonte di grande ispirazione».
A seguire, lo spettacolo musicale Rundinedda Road di Piero Marras ha offerto al pubblico un viaggio sonoro e narrativo tra identità, sogni, memoria e speranza. Insieme al cantautore sul palco, Federico Canu, Stefano Maltagliati, Gianluca Gadau, Roberto Putzu e Manuel Rossi Cabitza: un ensemble affiatato che ha dato vita a una performance intensa, capace di commuovere e fare riflettere.
L’intera serata si è svolta all’interno di un allestimento eco-compatibile, realizzato con balle di foraggio ed elementi interamente riutilizzabili o riciclabili, in armonia con il contesto naturale del sito.
lunedì 7 luglio
Area archeologica di Tharros, Cabras
Gabbani fa ballare Tharros per l’inaugurazione del suo tour estivo
È partito dal Teatro di Tharros il nuovo tour estivo di Francesco Gabbani, artista tra i più amati della scena pop italiana contemporanea. Il cantautore e polistrumentista toscano ha scelto la Sardegna, e in particolare Cabras, per inaugurare il suo “Dalla tua parte Summer Tour 2025”, un percorso musicale che unisce simbolicamente l’area archeologica della Penisola del Sinis all’Arena di Verona, tappa conclusiva della tournée. Un debutto suggestivo che ha impreziosito ulteriormente il ricco cartellone della rassegna estiva promossa dalla Fondazione Mont’e Pramaper coniugare musica, paesaggio e patrimonio.
Durante le due ore di concerto, Gabbani – vincitore del Festival di Sanremo 2017 e futuro giudice della nuova edizione di X Factor – ha proposto una scaletta che ha saputo alternare energia e introspezione. L’apertura con Magellano/La rete, Pachidermi e pappagalli ed Eternamente ora ha subito imposto il ritmo di un live solido e coinvolgente, seguito da brani come Foglie al gelo e Così come mi viene, che mettono in luce la cifra più riflessiva del suo ultimo lavoro discografico.
In chiave acustica, Gabbani ha poi restituito una dimensione più intima al concerto con Einstein, La mira e Un sorriso dentro al pianto. Il finale ha riacceso l’energia collettiva con Frutta malinconia, Viceversa, Peace and love e Viva la vita. In chiusura, l’encore ha riportato sul palco alcuni dei suoi brani più iconici: Pensieri, Amen e la celebre Occidentali’s Karma.
Ad accompagnarlo sul palco una band compatta e affiatata, composta da Lorenzo Bertelloni(piano elettrico), Leonardo Caleo (chitarra), Marco Baruffetti (chitarra), Filippo Gabbani(batteria), Giacomo Spagnoli (basso) e Will Medini (sintetizzatori e tastiere). Il pubblico ha seguito con entusiasmo, tra canti, applausi e balli spontanei che hanno attraversato l’intera platea affacciata sul mare.
«Tornare a suonare dal vivo – ha dichiarato Gabbani – è per me una grande gioia, perché durante i concerti si crea un’interazione vibrazionale con il pubblico che è unica e irripetibile. Ancora più emozionante è stato iniziare questo viaggio da una location speciale come la suggestiva cornice dell’anfiteatro di Tharros, immerso tra rovine millenarie e affacciato sul mare che accarezza l’orizzonte. Mi auguro che la musica, qui, si sia fusa con la magia di questo luogo straordinario, regalando emozioni condivise».
Anche il Presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, ha voluto sottolineare il valore di questa scelta: «Con Gabbani prosegue il percorso della Fondazione nel portare la grande musica d’autore nei luoghi della nostra storia. L’obiettivo è quello di costruire occasioni di incontro tra generazioni e linguaggi diversi, nel segno della bellezza e della partecipazione».
L’evento è stato realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna – Programma di Coesione Italia 21–27, del Comune di Cabras, e con il supporto di Associazione Enti Locali, GAL Sinis e Società Cooperativa Penisola del Sinis.
sabato 12 luglio
Area archeologica di Tharros, Cabras
Tiromancino a Tharros: 25 anni di canzoni, una notte di emozioni
Una serata perfetta, da incorniciare. Con il vento che profuma di mare, la luna piena che illumina il teatro di Tharros e la voce di Federico Zampaglione a guidare un viaggio musicale lungo 25 anni. Il concerto dei Tiromancino, nell’ambito della rassegna I Giganti dell’Arte promossa dalla Fondazione Mont’e Prama, ha conquistato 1.200 persone, in piedi a cantare, ballare e lasciarsi trasportare da un repertorio che è ormai parte della storia più recente della musica italiana.
“La descrizione di un viaggio Tour25” è l’omaggio all’album che nel 2000 ha segnato la svolta per la band romana. Ma è molto più di un anniversario: è un racconto emotivo che si intreccia con le vite di chi ha amato, sofferto, sperato attraverso quelle canzoni. E ieri sera, a Tharros, quel racconto si è fatto coralità. Zampaglione è in stato di grazia, trascinante, generoso, capace di tenere la scena e di entrare in sintonia con il pubblico con il quale ha dialogato dall’inizio alla fine del concerto.
Il pubblico – trasversale, con tante famiglie e molti ragazzi che hanno conosciuto i Tiromancino grazie ai genitori – ha accompagnato ogni canzone con grandissima partecipazione. Quando arrivano i grandi classici – “Amore impossibile”, “Per me è importante”, “La descrizione di un attimo” e “Due destini” – è un’esplosione: la platea si alza in piedi, canta in coro, batte le mani. È impossibile restare fermi.
Ma non è solo nostalgia: il concerto è ricco di sfumature e aperture contemporanee. “Mi rituffo nella notte”, l’ultimo singolo, riporta echi battistiani, ironia e dolcezza malinconica. Zampaglione lo interpreta con passione, inserendo nel live anche il brano “Immagini che lasciano il segno”, dedicato alla figlia Linda, nata nel 2009 dalla relazione con l’attrice Claudia Gerini. E poi c’è anche “Un tempo piccolo”, brano di Franco Califano che il leader dei Tiromancino si è cucito addosso come fosse un abito sartoriale. Un omaggio al Califfo, tra i riferimenti più profondi del percorso artistico di Zampaglione.
E poi, ancora, “Vento del sud”: il testo è modificato in un passaggio inserendo un riferimento alla Sardegna, una dichiarazione d’amore per Tharros (“un luogo speciale”) e per l’isola. Un gesto semplice, ma che racconta tutto: il legame profondo con la terra dei Giganti e dei nuraghi, la gratitudine per l’accoglienza, il rispetto per un pubblico che – come dice Zampaglione – “ti osserva, ti mette alla prova, ma se ti sceglie, non ti lascia più”.
Sul palco, accanto a lui, una formazione affiatata: Francesco Stoia (basso), Marco Pisanelli (batteria), Antonio Marcucci (chitarra), Fabio Verdini (tastiere). Insieme costruiscono un sound pieno, caldo, capace di emozionare e far ballare. Insomma, una serata, come ha scritto Zampaglione sui social, “da delirio”. Nel finale anche il ringraziamento alla Fondazione Mont’e Prama per aver organizzato un concerto indimenticabile.
mercoledì 16 luglio
Area archeologica di Tharros, Cabras
Max Gazzè sul palco di Tharros con l’Orchestra Jazz della Sardegna
Un leggero maestrale e la suggestione delle rovine millenarie dell’antica Tharros hanno accolto ieri sera l’atteso concerto di Max Gazzè, protagonista della rassegna “I Giganti dell’Arte”, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama. Un’altra serata da tutto esaurito, che ha confermato ancora una volta la vocazione dell’area archeologica come palcoscenico ideale per la grande musica.
Uno spettacolo di oltre cento minuti che ha intrecciato melodia e ricerca musicale, pop e tradizione, grazie all’incontro con l’Orchestra Jazz della Sardegna, tra le più longeve e apprezzate big band in Italia. Sul palco, con la direzione di Gavino Mele e gli arrangiamenti firmati da Gabriele Comeglio, Gazzè ha attraversato il suo repertorio più amato: da Mentre dormia Sotto casa, da Cara Valentina a Una musica può fare, passando per brani più recenti come Ti sembra normale e Così come mi viene.
Accanto a lui, il polistrumentista Max Dedo ha arricchito l’esibizione con chitarra, voce e trombone, in un dialogo musicale serrato, giocoso e profondo. L’Orchestra, con oltre venti elementi, ha offerto un impianto sonoro ricco, capace di amplificare le sfumature testuali e melodiche del cantautore, tra jazz, swing, architetture sinfoniche e improvvisazioni.
«Ci troviamo in un posto meraviglioso – ha dichiarato Gazzè –. Ho avuto la percezione di un luogo speciale, con la storia dei Giganti e le bellezze di questa importante area archeologica. L’incontro con l’Orchestra Jazz della Sardegna è stato stimolante: strumenti e sensibilità diverse hanno creato una nuova “vestizione” dei miei brani, grazie anche alla direzione del Maestro Mele».
«Questo evento – ha commentato Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama – completa la triade dedicata alla musica pop dopo i concerti di Gabbani e Tiromancino. Un altro sold out, l’ennesimo di questa stagione che ha visto succedersi spettacoli, festival e iniziative che hanno attirato migliaia di spettatori nel Sinis. Una formula culturale che valorizza i luoghi e coinvolge la comunità».
Il concerto è stato organizzato dalla Fondazione Mont’e Prama con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna – Programma di Coesione Italia 21–27, del Comune di Cabras, e con il supporto di Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, GAL Sinis e Società Cooperativa Penisola del Sinis.











