mercoledì 2 luglio

ore 21:00 – Area archeologica di Mont’e Prama, Cabras

 A Mont’e Prama si intrecciano Archeologia, Cinema e Storie dal mondo

La potenza evocativa dell’archeologia incontra la forza narrativa del linguaggio cinematografico. È questo l’orizzonte che ha aperto la prima serata del Sardegna Archeofilm Festival 2025, organizzato dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva e Giunti Editore, all’interno dell’area archeologica che ha restituito al mondo i celebri Giganti di pietra.

A dare il via alla rassegna, Giulia Pruneti, per Archeologia Viva, e Tore Cubeddu, curatore e voce del festival. «Questa terza edizione del Sardegna Archeofilm Festival – ha dichiarato Prunetiallestita all’interno dell’area archeologica di Mont’e Prama, ha un valore culturale straordinario. La location del rinvenimento dei famosi Giganti rende la manifestazione ancora più suggestiva, portandoci indietro nel tempo e nello spazio». Cubeddu ha sottolineato la portata e il valore dell’iniziativa:
«L’Archeofilm Festival è una grandissima opportunità per vedere sia il cinema di finzione che il documentario raccontare in modo differente il patrimonio storico-archeologico sardo, italiano e internazionale. È un’occasione per confrontarsi con le grandi storie del passato e per rivedere, con occhi nuovi, i nostri luoghi della cultura. Credo che questo sia il regalo più grande che ci fa questo progetto».

Nel suo saluto di apertura, il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni ha ribadito l’importanza della settima arte come strumento di valorizzazione: «Abbiamo scelto di celebrare il cinema proprio qui, in un sito che parla di archeologia e identità. Il Sardegna Archeofilm Festival ci consente di inserirci in un circuito internazionale virtuoso. Le arti, oggi più che mai, possono aiutarci a raccontare e a rendere accessibili i nostri luoghi della cultura».

La prima serata si è aperta con la proiezione in concorso del documentario “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario, diretto da Vanni Gandolfo, presente all’incontro. Il film ha raccontato il lungo e complesso lavoro sul celebre mosaico pompeiano custodito al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con un focus particolare sulla ricostruzione del volto di Alessandro Magno e sull’utilizzo di tecnologie innovative e intelligenza artificiale.

A seguire, l’etruscologo Paolo Giulierini, già direttore del MANN, ha guidato il pubblico in una riflessione dal titolo Il Mito nella Storia del Cinema: dall’epica classica ai blockbuster, introdotto da Tore Cubeddu e Giulia Pruneti. Un intervento che ha sottolineato come il cinema possa diventare una forma di tutela e valorizzazione efficace, alla pari delle tradizionali forme di confronto accademico, se capace di restituire con efficacia le grandi narrazioni del passato.

La serata si è conclusa con la proiezione del film in concorso “Maasai Eunoto”, diretto da Kire Godal, un documentario girato in Kenya che racconta, attraverso le voci dei protagonisti, il rito di passaggio con cui i giovani Masai vengono accolti tra gli anziani della comunità. Una testimonianza che intreccia tradizione orale, spiritualità e identità collettiva.

giovedì 3 luglio

ore 21:00 – Area archeologica di Mont’e Prama, Cabras

I film di animazione conquistano il pubblico di Mont’e Prama 

Un appuntamento interamente dedicato all’animazione, alla sua forza narrativa e al suo legame profondo con la cultura del territorio. La seconda serata del Sardegna Archeofilm Festival 2025, organizzato dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva e Giunti Editore, ha messo in dialogo identità, natura, memoria e nuove tecnologie, attraverso opere che coniugano poesia visiva e ricerca stilistica.

«Una serata-omaggio al territorio, realizzata interamente con film d’animazione» – hanno spiegato i curatori Giulia Pruneti e Tore Cubeddu in apertura – «Produzioni indipendenti, tutte straordinarie. Balentes di Giovanni Columbu, ad esempio, è un film imponente, realizzato con 35.000 tavole disegnate a mano. Un’opera che potremmo definire, con ammirazione, d’altri tempi».

La serata si è aperta con “OJO”, corto diretto da Fry J. Apocaloso, con art direction di Erica Meloni, prodotto da NAS – New Animation in Sardinia e sostenuto dalla Fondazione Sardegna Film Commission. «La Sardegna Film Commission – ha sottolineato Carolina Melis, direttrice artistica di NASha investito molto nel settore dell’animazione. Ojo e S’Ozzastru sono due progetti nati anche grazie al lavoro di ragazzi e ragazze che hanno frequentato i nostri corsi di formazione. Per noi è un grande motivo di orgoglio». Il titolo “OJO” richiama simbolicamente il volto del Gigante e ne ribalta la prospettiva: lo sguardo non è più nostro, ma loro, dei Giganti, testimoni di tremila anni di storia, cultura e trasformazioni della Sardegna. È quindi seguita la proiezione del poetico “S’Ozzastru”, corto firmato da Carolina Melis, con testi di Elisa Guidelli e la voce narrante di Claudia Aru. Protagonista è un olivastro millenario che, come una creatura viva, attraversa la storia della Sardegna e torna a germogliare dopo essere stato devastato dalle fiamme nel 2021. Uno sguardo potente e silenzioso, come la natura che resiste.

Molto attesa, la prima proiezione pubblica di “Boreddu e i giganti di Mont’e Prama” – corto animato in lingua sarda scritto da Gianni Loy, diretto da Salvo Carramusa e prodotto dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con la Fondazione Anna Ruggiu Onlus – ha mantenuto e superato le aspettative. «Qualche mese fa – ha raccontato il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muronila Fondazione Ruggiu ci ha presentato un progetto. Da lì è nato un percorso molto bello che ha portato alla realizzazione di Boreddu. È la prima volta che i Giganti diventano protagonisti di un’opera animata interamente pensata per il pubblico giovane. Il doppiaggio in sardo non è un dettaglio, ma una scelta forte per valorizzare la nostra cultura e la nostra identità. Questo è solo l’inizio: il nostro obiettivo è che, entro tre anni, un prodotto come questo possa entrare nel mercato internazionale del cinema di animazione e competere per qualità e contenuti». Realizzato con animazione CGI e l’impiego di tecnologie avanzate come la motion capture, Boreddu ha stupito per la cura complessiva della produzione: dalle musiche originali al doppiaggio, fino alla qualità visiva dell’animazione. Un lavoro che ha emozionato il pubblico e che si è concluso tra applausi sinceri e convinti, a conferma della sua riuscita artistica e del valore simbolico che porta con sé.

A chiudere la serata, il film “Balentes” di Giovanni Columbu. «Questo film mette insieme tre grandi patrimoni della Sardegna: la lingua, la cultura e l’artigianato dell’isola» – ha osservato Tore Cubeddu.
Columbu ha raccontato la genesi di un’opera nata con un approccio artigianale e profondo: «Un film che parla di libertà, scelte e giustizia. Ma anche di infanzia e perdita. Una storia minima, che diventa universale».

venerdì 4 luglio

ore 21:00 – Area archeologica di Mont’e Prama, Cabras

L’Odissea in sardo incanta Mont’e Prama: il pubblico abbraccia “Némos”

Un’Odissea tutta sarda ha illuminato la terza serata del Sardegna Archeofilm Festival 2025, nell’area archeologica di Mont’e Prama, regalando al pubblico un’esperienza poetica, corale e profondamente identitaria. In concorso, il film “Némos – Andando per mare” di Marco Antonio Pani ha conquistato spettatori e appassionati con una narrazione in lingua sarda che fonde mito e contemporaneità, realtà e finzione.

Il regista, presente alla proiezione insieme al cast, ha raccontato la genesi di un progetto iniziato nel 2017 e cresciuto nel tempo grazie al sostegno del Fondo regionale per lo sviluppo, della Sardegna Film Commission, di Rai Cinema e della Società UmanitariaCineteca di Cagliari. A introdurre la pellicola, insieme a lui, il direttore artistico di Sardegna Archeofilm Festival, Tore Cubeddu, e Giulia Pruneti di Archeologia Viva.

Girato tra le campagne e le coste della Sardegna, il film affida il racconto epico dell’Odissea a pastori, pescatori, artigiani e marinai, che attraverso l’improvvisazione guidata danno voce a un Ulisse collettivo e universale. Un viaggio “etno-mitologico-surreale”, come lo definisce lo stesso Pani, che esplora i valori della cultura materiale e immateriale del Mediterraneo, restituendone l’umanità e la forza simbolica. Una citazione d’obbligo per Giovanni Masia, l’attore feticcio di Marco Antonio Pani, capace di interpretare Ulisse con sfumature che variano dall’ironia pura alla tragedia. Un Ulisse eroico, divino e profondamente umano.

Acclamato in anteprima sotto le stelle, “Némos” ha offerto uno sguardo inedito sull’epica omerica, con un linguaggio visivo e narrativo che risuona potente nella Sardegna di oggi, tra memoria e sogno, tra mare e terra.

La serata è stata aperta dal talk “Cinema e archeologia”, che ha visto protagonista lo scenografo Tonino Zera in dialogo con Francesco Bellu. Un confronto appassionante tra visioni artistiche e patrimonio storico, che ha esplorato il ruolo del cinema nella narrazione dei luoghi e delle civiltà antiche. L’incontro ha offerto al pubblico spunti originali sul rapporto tra ricerca archeologica e costruzione dell’immaginario.

Il Sardegna Archeofilm Festival 2025 è realizzato dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva e Giunti Editore.

sabato 5 luglio

ore 21:00 – Area archeologica di Mont’e Prama, Cabras

Premio Giunti/Archeologia Viva del pubblico alla pellicola francese “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici”

Il documentario francese “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici”, diretto da Jacques Plaisant, ha vinto il Premio Giunti/Archeologia Viva del pubblico “Sardegna Archeofilm” 2025, a conclusione di una rassegna che nella cornice dell’Area archeologica di Mont’e Prama ha riunito per quattro giorni archeologi, registi, divulgatori e appassionati da tutta Italia, consolidandosi come uno degli appuntamenti di riferimento per il cinema documentario dedicato all’archeologia, alla storia antica e alla memoria dei popoli. A consegnare il premio il direttore artistico Tore Cubeddu e Giulia Pruneti di Archeologia Viva che hanno animato le serate del festival. Al secondo posto nella speciale classifica del pubblico si è classificato “Némos andando per mare” (Italia | Regia: Marco Antonio Pani), al terzo “Maasai Eunoto” (Kenya | Regia: Kire Godal).

La manifestazione ha proposto un ricco programma di proiezioni, incontri e approfondimenti, ponendo al centro la narrazione del passato attraverso il linguaggio contemporaneo del cinema. Oltre venti i titoli selezionati, provenienti da diversi Paesi, capaci di raccontare scoperte, ricerche, avventure intellettuali e siti straordinari, con una particolare attenzione ai temi dell’identità e del patrimonio culturale mediterraneo.

La pellicola francese, prodotta da Tournez s’il vous plaît, con la consulenza scientifica di Karine Madrigal e Vincent Rondot, rievoca una delle più grandi conquiste intellettuali dell’umanità: la decifrazione dei geroglifici da parte di Jean-François Champollion, avvenuta nel 1822 grazie alla stele di Rosetta. Ma il racconto si arricchisce di una nuova prospettiva, rivelando il ruolo determinante del fratello maggiore Jacques-Joseph, figura chiave e fino a oggi rimasta in ombra. Attraverso archivi familiari e studi recenti, il documentario riscrive una pagina di storia della linguistica e della ricerca archeologica.

Soddisfatto il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, che ha sottolineato l’importanza di una manifestazione (realizzata in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva e Giunti Editore) che anno dopo anno è riuscita a crescere e ad attirare l’attenzione di un pubblico sempre più numeroso. Vinta anche la sfida di portare la rassegna cinematografica nell’area archeologica di Mont’e Prama, in un luogo dove la narrazione del passato assume un significato particolare, con gli scavi a poche decine di metri dal pubblico. Un ringraziamento speciale anche alle “eccellenze” che stanno rendendo tutto il programma estivo della Fondazione un successo indiscusso.

Nel corso della serata è stato presentato fuori concorso “Carlo Tronchetti – La mia Sardegna Archeologica”, un documentario-intervista realizzato da Nicola Castangia, con soggetto e sceneggiatura di Anthony Muroni e consulenza scientifica di Giorgio Murru. Carlo Tronchetti, presente alla proiezione, è stato un protagonista assoluto della scena archeologica sarda, e attraverso un racconto appassionato ha ripercorso dal vivo la sua lunga carriera: dagli scavi di Mont’e Prama e Nora fino a Tharros e Sant’Antioco. Il racconto filmico è scandito da riprese aeree, ricostruzioni tridimensionali e fotografie d’archivio, che restituiscono con intensità la passione, la visione e la dedizione di una vita spesa a difendere e valorizzare il patrimonio della Sardegna.

Carlo Tronchetti, al termine della proiezione, ha voluto ringraziare la Fondazione Mont’e Prama per avergli dato la possibilità di raccontare un pezzo memorabile dell’archeologia sarda, che lo ha visto protagonista dagli anni Settanta in poi e, con la consueta ironia, ricordando quel periodo fantastico, ha concluso la sua riflessione sul palco con una citazione del film Blade Runner: “Io ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”.

Muroni, dal suo canto, ha sottolineato come il film sia il giusto tributo a un archeologo vivente e rappresenti anche “un segnale contro la tendenza dei nostri tempi a dimenticare troppo facilmente le persone che hanno lasciato un segno nel corso delle loro attività di ricerca e studio”.

Piero Pruneti, fondatore di Archeologia Viva, la prima grande rivista italiana di divulgazione archeologica, partner della manifestazione, è intervenuto a conclusione del Festival per annunciare che il documentario realizzato da Nicola Castangia sarà in concorso alla prossima edizione del Firenze Archeofilm, un riconoscimento per un lavoro, ha affermato, “che avrebbe dato del filo da torcere al film vincitrice di questa edizione del Sardegna Archeofilm”.

Nel corso della serata è stato consegnato anche il Premio Archeociak, in collaborazione con l’Associazione Babel, rivolto a studentesse e studenti delle scuole primarie e secondarie della Sardegna con lo scopo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione dell’archeologia e della storia dell’Isola attraverso la scrittura cinematografica. Il riconoscimento è andato all’istituto comprensivo di Uta con il progetto “La pietra del tempo”. Sul palco, per la consegna, Paolo Carboni, direttore artistico del Babel Festival.

Il Sardegna Archeofilm Festival si conferma così un laboratorio culturale capace di intrecciare divulgazione scientifica e creatività cinematografica, contribuendo in modo incisivo alla valorizzazione dell’eredità archeologica isolana e mediterranea. La Fondazione Mont’e Prama, anche attraverso questo evento, rafforza il suo impegno nel costruire una narrazione pubblica coinvolgente e rigorosa, in grado di dialogare con il grande pubblico e con le nuove generazioni.