La campagna di scavo del 2014 - Mont'e Prama

La campagna di scavo del 2014 Il 5 maggio del 2014 riprendono le indagini archeologiche a Mont’e Prama.
Vengono indagate le anomalie del terreno con il georadar, ma con gli scavi non emergono elementi a conferma delle anomalie individuate.
Quindi gli scavi si concentrano nuovamente sulla necropoli, a sud delle porzioni indagate da Bedini e Tronchetti negli anni Settanta.
Appaiono otto tombe coperte con lastre quadrate e, più a est, altre otto tombe disposte su tre filari irregolari, a pozzetto semplice, con accumulo di pietre, destinate alla deposizione singola di individui inumati.
Il rinvenimento più eclatante degli scavi del 2014 è il recupero di due statue di pugilatori la cui iconografia era fino a quel momento assente nel repertorio delle rappresentazioni antropomorfe di Mont’e Prama. Questi esemplari si avvicinano all’iconografia del famoso bronzetto nuragico di Cavalupo di Vulci del nono secolo avanti Cristo.

La campagna di scavo del 2014

Il 5 maggio del 2014 riprendono dopo più di trent’anni le indagini archeologiche a Mont’e Prama sotto la direzione di una squadra della Soprintendenza di Cagliari (Alessandro Usai ed Emerenziana Usai) e dell’Università di Sassari (Raimondo Zucca, Paolo Bernardini e Pier Giorgio Spanu).

Vengono effettuate indagini geofisiche con il georadar su circa ottantamila metri quadrati. Il sottosuolo viene esaminato, a cura del professor Gaetano Ranieri, da sedici angolazioni diverse per osservare le anomalie del terreno.
In base alle anomalie geofisiche principali e alle analisi sulle foto aeree e satellitari vengono effettuati saggi di scavo in tre quadrati della parte più orientale dell’area, senza tuttavia rinvenire elementi a conferma delle anomalie individuate.

Quindi gli scavi si concentrano nuovamente sulla necropoli, a sud delle porzioni indagate da Bedini e Tronchetti negli anni Settanta.
Accanto a un nuovo tratto della strada funeraria appaiono otto tombe coperte con lastre quadrate e, più a est, altre otto tombe disposte su tre filari irregolari, a pozzetto semplice, con accumulo di pietre, destinate alla deposizione singola di individui inumati in posizione rannicchiata che, a giudicare dalle ceramiche riferibili almeno al decimo secolo avanti Cristo, sembrano costituire la prima sistemazione funeraria del sito.

L’area archeologica interessata dagli scavi del 2014 a sud delle porzioni indagate da Bedini e Tronchetti
Il ritrovamento di due particolari statue di pugilatore durante gli scavi del 2014.
Primo piano della testa della statua di uno dei due pugilatori ritrovato durante gli scavi del 2014.
Vista ravvicinata della statua di uno dei due pugilatori ritrovato durante gli scavi del 2014.

Il rinvenimento più eclatante degli scavi del 2014 è il recupero di due statue di pugilatori la cui iconografia era fino a quel momento assente nel repertorio delle rappresentazioni antropomorfe di Mont’e Prama. Questi esemplari si avvicinano all’iconografia del famoso bronzetto nuragico di Cavalupo di Vulci del nono secolo avanti Cristo.