La campagna di scavo del 2015-2016 - Mont'e Prama

La campagna di scavo
del 2015-2016
Nel mese di maggio del 2015, la Soprintendenza avvia una nuova campagna di scavo diretta da Alessandro Usai. La campagna, che si conclude nel dicembre del 2016, permette il recupero e il ripristino di tutta la lunga trincea aperta tra il 1975 e il 1979. Quindi gli scavi si concentrano nuovamente sulla necropoli, a sud delle porzioni indagate da Bedini e Tronchetti negli anni Settanta.
Appaiono otto tombe coperte con lastre quadrate e, più a est, altre otto tombe disposte su tre filari irregolari, a pozzetto semplice, con accumulo di pietre, destinate alla deposizione singola di individui inumati.
Metà delle quali pertinenti a un tipo intermedio con pozzetto parzialmente costruito in pietrame e con lastra di copertura di varia forma. Gli attuali programmi d’indagine mirano ad ampliare l’area di scavo per proporre ipotesi attendibili sull’organizzazione del luogo, sul rapporto tra le sculture e la necropoli e sull’esistenza del supposto tempio o santuario e di altri spazi o edifici con diverse funzioni.

La campagna di scavo del 2015-2016

Nel mese di maggio del 2015, la Soprintendenza avvia una nuova campagna di scavo diretta da Alessandro Usai.
La campagna, che si conclude nel dicembre del 2016, permette il recupero e il ripristino di tutta la lunga trincea aperta tra il 1975 e il 1979, che era stata ricolmata negli anni Ottanta con terreno di riporto, e di raccordare la vecchia trincea con quella del 2014.

Gli scavi della necropoli permettono, inoltre, di individuare almeno altre 22 nuove tombe, metà delle quali pertinenti a un tipo intermedio con pozzetto parzialmente costruito in pietrame e con lastra di copertura di varia forma.

Vista aerea zenitale dell’area archeologica il 28 maggio del 2015
L’area archeologica il 12 ottobre del 2015

Ma, ancora una volta, non si trovano indizi che chiariscano la disposizione originaria delle sculture.

Gli attuali programmi d’indagine mirano, pertanto, non a trovare altre sculture, ma ad ampliare finalmente l’area di scavo per proporre ipotesi attendibili sull’organizzazione del luogo, sul rapporto tra le sculture e la necropoli e sull’esistenza del supposto tempio o santuario e di altri spazi o edifici con diverse funzioni.