Il digital storytelling del Liceo Siotto di Cagliari

Gli eroi di Mont’e Prama raccontati dai ragazzi con il digital storytelling

Il progetto We are Mont’e Prama si è arricchito di una nuova esperienza di conoscenza e valorizzazione degli eroi, che ha visto protagonisti gli studenti delle due classi IV E e I del Liceo classico “Giovanni Siotto Pintor” di Cagliari, in “Alternanza Scuola – Lavoro”.
Attraverso un laboratorio di digital storytelling, i ragazzi hanno creato nuove e coinvolgenti narrazioni che non solo aiutano a comprendere il valore dei reperti di Mont’e Prama, ma ne offrono anche letture inconsuete, innovative e affascinanti.
Le loro storie costituiranno uno stimolo per i loro coetanei e per i tanti adulti che ancora non hanno scoperto la grandiosità di questi reperti e gli orizzonti che aprono sulla comprensione della storia della Sardegna.

Il percorso creativo si è sviluppato tra il 22 febbraio e il 16 marzo 2018 attraverso incontri “in aula”, il contatto diretto con i reperti attraverso la visita ai musei di Cagliari e Cabras e all’area archeologica di Mont’e Prama, la scrittura e l’editing delle storie a scuola e nell’aula informatica dell’IFOLD e si è concluso il 3 maggio con un open day in cui è stata raccontata questa esperienza.

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Il laboratorio 

Si è creata una vera e propria squadra!”, scrive una delle ragazze.

Gli incontri si sono svolti nella sede di Poliste di Cagliari, in un’aula accogliente e suggestiva, per la presenza di testimonianze dell’artigianato sardo e della “vita vissuta” di tante generazioni. Lì il laboratorio ha preso forma, si è nutrito delle idee e delle nuove conoscenze dei ragazzi e ha generato le storie attraverso momenti di brainstorming, di riflessione sulla narrazione, di esperienze di scrittura creativa, di confronto e dialogo collettivo.

Ho apprezzato particolarmente il laboratorio di digital storytelling; mi ha dato la possibilità di raggruppare le mie idee, decidere quale fosse il mio obiettivo e mi ha permesso di creare un progetto, secondo il mio punto di vista personale”.

La maggior parte di noi non conosceva le statue, nonostante i pochi incontri, siamo riusciti a conoscerle e a creare una propria narrazione su di loro”.

Oltre a una buona conoscenza della storia di Mont’e Prama e dei suoi eroi, ho acquisito anche una buona capacità di creare una storia e poterla realizzare editandola su un pc”.

Ciò che mi ha colpito di più è stata la composizione delle storie, dove sono state conciliate impressioni, emozioni, ed esperienze”.

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La visita ai musei e al sito archeologico

Ho cambiato idea sulle statue di Mont’e Prama, perché non pensavo che avessero una storia così importante e che potessero trasmettere così tanto”.

La prima presa di contatto con gli eroi (per la maggior parte dei ragazzi era veramente la prima sia con il museo che con le statue) è avvenuta nel Museo archeologico di Cagliari, dove gli studenti inizialmente sono stati lasciati liberi di esplorare le statue e sentire autonomamente emozioni, impressioni e nascita di idee.

Il dialogo con due archeologhe ha poi arricchito l’esperienza di conoscenze e narrazioni “esperte”. Sono stati molto apprezzati i momenti di scambio e riflessione collettiva al termine della visita, che hanno aiutato i ragazzi ad esprimersi e a visualizzare le emozioni provate.

Le visite in entrambi i musei sono state ben organizzate e  … abbiamo osservato molte cose. Mi è piaciuto particolarmente il fatto che prima di ascoltare le spiegazioni delle guide, ci hanno permesso di girare da soli, così da poter poi confrontare e unire le nostre emozioni e sensazioni alle spiegazioni”.

La visita al Museo di Cabras ha coinvolto particolarmente i ragazzi, sensibili al ritrovamento delle statue; le narrazioni nel museo, animate dalle giovani esperte/guide in maniera esclusiva e quasi intima, hanno aperto nuovi orizzonti di conoscenze e sensazioni che i ragazzi hanno espresso fortemente nelle loro storie.

Consiglierei a tutti la mia stessa esperienza, per il fatto che è stata molto interessante, ma soprattutto perché credo che stare a contatto con le statue e immergersi nell’atmosfera pacifica del sito archeologico sia un’esperienza unica”.

Infine, la maggior parte di loro, ha vissuto con grande intensità e partecipazione l’escursione al sito archeologico, dove Alessandro Usai ha “fatto parlare” le rovine e i reperti, rendendo vivo e magico il luogo.
Tutte le esperienze e gli incontri hanno costituito il bagaglio di stimoli necessari a costruire le storie dei ragazzi.

Mi è piaciuta molto la visita al sito archeologico e al Museo di Cabras, in quanto siamo stati esattamente sul luogo in cui le statue sono state create e abbiamo potuto creare una nostra storia autonoma”.

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Le storie

Nella mia narrazione ho privilegiato l’aspetto delle origini della civiltà e i valori che questa può trasmettere”.

Sono state realizzate 23 storie secondo i canoni della narrazione digitale: 2 minuti di durata, massimo 200 parole, immagini e musica di supporto e voce narrante dell’autore.

Le storie parlano di eroi, di artigiani, di guerrieri, di gente comune dei villaggi nuragici; parlano anche di ciò che le statue potevano rappresentare per i loro tempi e di ciò che ancora sono capaci di suscitare nei nostri tempi: rispetto, senso di appartenenza, continuità tra passato e presente, valori e messaggi universali.

Nella mia narrazione ho privilegiato il luogo in cui sono state trovate le statue, il punto di vista del creatore delle statue e l’immenso stupore che si prova ammirandole”.

I contenuti e il tono di voce sono le cose che ho curato di più, per dare un tono malinconico ma solenne, visto l’argomento trattato”.

La mia narrazione è incentrata sulle emozioni che non sono ristrette al singolo eroe, ma ad ogni momento di queste 50 ore, comprendendo sia le pause, sia le attività che … sono state un nuovo modo di relazionarsi con il passato e la società moderna”.

Ho privilegiato l’impatto fisico e ciò che mi è stato trasmesso dalla struttura delle statue, ad esempio la loro forza e il contatto che creano con il passato”.

Le storie parlano infine o fanno sentire l’emozione del contatto, del ritrovare qualcosa di sé e della propria tradizione e infine della comprensione del valore senza tempo delle statue e di ciò che rappresentano.

Ho sentito un grande senso di appartenenza ad una cultura passata, che è comune alla mia”.

Stupore, felicità, senso di appartenenza”.

Sono stata molto colpita dagli eroi, che mi hanno trasmesso valori ed emozioni. È stato molto emozionante … ritrovarsi nel luogo in cui hanno avuto origine questa opere”.

Prima di tutto senso di appartenenza che ho avuto sin dal primo istante che sono arrivata a Cabras, dove mi sono sentita legata al territorio. Al Museo, le statue erano possenti e mi sono sentita piccola in confronto a loro che mi guardavano come se io fossi il frutto del loro vissuto”.

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Il valore aggiunto dell’esperienza

Non pensavo che sarebbe stata un’esperienza così importante ed emozionante!”.

Il progetto prevedeva la realizzazione dei digital storytelling per la valorizzazione di Mont’e Prama, e l’obiettivo è stato raggiunto. Tuttavia, non sono da trascurare gli impatti dell’esperienza, che ha reso significativa ed entusiasmante a giudizio dei ragazzi il periodo di “Alternanza Scuola – Lavoro”.
Inoltre, il contatto con mondi ed esperti del patrimonio culturale e della narrazione ha contribuito ad aprire nuovi orizzonti e visioni e costruire nuove competenze della quali i ragazzi parlano consapevolmente e si compiacciono. La sfida sull’obiettivo, la crescita dell’autostima, la socialità sviluppata sono valori aggiunti del percorso, riconosciuti da tutti i partecipanti.

L’emozione più grande è stata quando, guardando il mio video con la mia voce in sottofondo e la musica scelta da me, ho capito che tutto ciò che mi sembrava impossibile fare in realtà non lo era poi così tanto, soprattutto perché al mio fianco avevo esperti in grado di aiutarmi e motivarmi a tal punto da spingermi a non mollare”.

È stato un laboratorio molto coinvolgente ed emozionante. Ho imparato a conoscere aspetti di me stesso che prima mi erano sconosciuti. Mi sono trovato molto bene, molto integrato… Ho potuto sviluppare capacità ed esternare il mio io. Credo che mi abbia aperto a un nuovo mondo in cui mi butterò”.

Ho acquisito notevoli conoscenze. In primis ho scoperto la passione per la scrittura creativa, in seguito ho acquisito le nozioni per poter attuare al meglio le mie capacità. Ho imparato l’importanza della narrazione nella vita dell’uomo”.

Ciò che ricorderò per sempre è il legame che si è rafforzato tra me e i miei compagni sia nelle pause, sia nei musei e nell’area archeologica”.

Ho imparato a vedere un museo, una mostra o una qualsiasi fonte di cultura con occhi diversi”.